martedì 18 giugno 2013

CHEPPIE A SPINNING... i salmoni italiani

Siamo a metà Giugno, il periodo delle grandi piene primaverili e della frenesia dei siluri è passato ed è ormai da 2 settimane che tra impegni vari e livelli idrometrici non ancora al top rimandiamo la tanto sognata battuta a cheppie in Emilia.

Ecco che suona il telefono, è Lorenzo, che senza neanche salutarmi esordisce così :
"Ceppia, non prendere impegni per Sabato, mio zio è andato a mosca lunedì e ne ha fatte 30!!!"

Bon basta, ci parte l'embolo in stile Ruggio e iniziamo a degenerare peggio delle cheppie durante la frenetica risalita, perchè come sicuramente saprete le cheppie (Alosa Fallax Nilotica  fam.Clupeidae) sono pesci anadromi, come i salmoni per intenderci, ovvero vivono in mare ma depongono le uova nei corsi d'acqua dolce. Si tratta di pesci combattivi ma molto delicati, infatti armiamo i nostri artificiali di monoamo barbless per non arrecare danni al loro apparato boccale e slamarle rapidamente.

Ecco che inzia la fase della preparazione alla battuta, la nostra prima battuta a cheppie...
Che canna e che mulinello usare?

Decidiamo di utilizzare attrezzi sui 2 metri e 10, con  un casting compreso tra i 5 e i 30g e con azione esclusivamente fast, ovvero di punta, per garantire la massima sensibilità sul cimino sia dei piccoli artificiali in corrente che delle mangiate fulminee delle nostre fameliche prede anadrome.

In quanto al mulinello la scelta ottimale da abbinare a una 2.10m in questo caso è un 2500 (taglie shimano) con un rapporto di recupero abbastanza alto, almeno 5.2:1, poichè abbiamo bisogno di far viaggiare l'artificiale a velocità sostenuta.

Che filo imbobinare?
Qui la scelta va sul personale, io ho optato per un fluocrocarbon 0.20mm con una tenuta di 4.8 kg mentre gli altri colleghi trecciato 0.10 da 6kg e 0.13 da 8kg con terminale in fc 0.20mm (nodo di giunzione albright), tranne il buon Zanna che ha scelto un nylon 0.22 perdendo diverse mangiate a causa della troppa elasticità e la bassa sensibilità alla mangiata.
Entrambe le soluzioni sono buone: con fc diretto perdiamo un po' di sensibilità sulla ferrata essendo comunque leggermente elastico e in lanciabilità dell'esca a causa del diametro maggiore rispetto a uno 0.10 trecciato. A nostro favore però avremo l'invisibilità di tutta la bava e minor scia in acqua rispetto alla treccia, oltre al fatto non poco noioso di dover stare a congiungere terminale in fluorocarbon alla treccia ogni qualvolta romperemo, il tutto con acqua alla gola e pesci in frenesia, vero Lore?!?


Passiamo alle esche: noi abbiamo utilizzato ondulanti a foglia di salice dal peso di 10g con colorazioni tendenti al bianco e all'azzurro, ad imitare la classica preda che una cheppia può cacciare in mare, ovvero piccoli avannotti di acciughe, sardine, minutaglia insomma.
Ovviamente il peso dell'artificiale è da scegliere in base alla profondità del tratto di fiume, quindi oserei dire che possiamo variare dai 5-15 grammi per gli ondulanti classici fino anche ai 20g di ondulanti a "fetta di salame" e jig. Le grammature sono importanti perchè questi perdatori cacciano negli strati più inferiori dello specchio d'acqua.


OK ora è tutto pronto, e sopresa delle soprese anche Zanna e Nick saranno dei nostri, non sto nella pelle.
Sabato mattina arriva in fretta, euforico ed ansioso mi sveglio alle 5.30, alle 6.30 parto e mi dirigo verso Pavia per prelevare il nottambulo Lore che ancora dorme come una ceppia (stranamente sono in anticipo). Lo raccatto sotto casa ancora mezzo addormentato e via, direzione Taro!

Zanna e Nick, da uomini in carriera super mattinieri e in super sbatti, sono già sullo spot mentre noi ancora imbocchiamo l'autostrada, maledetti!! Dopo mezz'ora squilla il telefono e Ste mi comunica che Nick è già incappato in 3 cheppiotte fameliche e allora impazzisco, vado in frenesia e schiaccio a tavoletta risalendo l'autostrada come la cheppia piu anadroma mai esistita.
Finalmente arriviamo sullo spot, prendiamo l'attrezzatura e via giù per la selva. Appena mettiamo la testa fuori dalle fronde della fitta vegetazione ecco che ci appare davanti agli occhi questo scenario incantato, non pare nemmeno di essere in Italia, sembra di essere capitati in un documentario della National Geographic ambientato in qualche fiume canadese.
Scendiamo nell'alveo e ci incamminiamo sui ciottoli verso valle, accompagnati dallo sciabordio del verde Taro, verso la pool dove ci aspettano gli altri due maniaci.

Essendo un Sabato il fiume è abbastanza popolato da moschisti ma non ci lasciamo intimorire, raggiungiamo i due spinner, montiamo le canne e via, che si aprano le danze.
Iniziamo a lanciare leggermente a monte, facciamo affondare per qualche secondo l'ondulante e appena il filo fa la pancia recuperiamo a velocità sostenuta con canna bassa, cimino praticamente in acqua. Nick ci sbeffeggia e porta subito a riva un'altra bella cheppia, noi niente, dopo un'ora siamo ancora col cappotto sulle spalle. A quel punto Nick, mosso a compassione, insiste nel volerci prestare gli ondulanti killer che sta montando e noi accettiamo dopo qualche suo corteggiamento.


Riproviamo e riproviamo ed eccola, la stoppata e la flessione del cimino, che come un interruttore ti
accendono il cervello e ti fanno pronunciare le sacre parole: C'E'!!
Gasato come un bambino di 9 anni mi godo le testate e le fughe controcorrente del predatore, lo faccio stancare e la porto a riva, è guizzante e lucente proprio come un pesce di mare, si contorce e si dimena come un'anguilla ma alla fine, fortunatamente, non si slama e si concede all'obiettivo in tutto il suo splendore.


La rilascio e subito si riparte, molto probabilmente sta passando un branco e non possiamo perder tempo in chiacchiere, lanciamo ancora e ancora e riecco la stessa emozione, ma questa volta il pesce sembra più grande, si pianta in corrente e sbobina lo 0.20 come fosse un tonnetto alletterato ma alla fine viene anche lei a riva, sarà intorno agli 800g con una splendida livrea cangiante.



Nick, ormai appresa la tecnica, aggancia un altro pesce, anche lui di modeste dimensioni, intorno ai 400g, il quale gli ferisce la mano con le pinne super affilate.


Zanna ha ancora il cappotto sulle spalle quando qualcosa di grosso abbocca al suo artificiale, la lotta dura 20 secondi, lui forza con cautela il pesce ma niente, la rottura è inevitabile, doveva essere un barbo o una carpa di taglia, forse un silurotto.

Nel mentre Lore stizzito cambia e ricambia artificiali, varia la tecnica di recupero ma niente, qui non è colpa del pescatore ma della presenza di pochi branchi in movimento oltre che dalla forte pressione piscatoria.

Il sole si è ormai alzato e cuoce la nostra carne come braciole sulla griglia: è ora di togliersi gli stivali e farsi un pediluvio rigenerante nelle fresche acque del fiume emiliano. Ooh, ci voleva proprio!



Continuiamo a pescare ma niente, ci fermiamo allora per una rapida pausa pranzo a base dei salumi della zona, che bontà!  Almeno qualcosa ha mangiato...noi!


Nick e Ste ci abbandonano e allora io e Lore decidiamo di ritornare sullo spot ma questa volta muniti di scafandro, vogliamo provare più a valle in una lama dove precedentemente stavano pescando due moschiscti.


Arriviamo nella nuova pool, delimitata a monte da un bel raschio che rallenta la risalita delle cheppie,
questo potrebbe essere l'hot spot e infatti è così: lancio a valle a filo della corrente, lascio affondare l'ondulante da 10g e inizio a recuperarlo a media velocità entrando nella zona strike, nella lama ove è possibile si celi il branco di predatori famelici ed ecco che...SBAM! Mega mangiata seguita da una forte resistenza del pesce che sfrutta ad arte la corrente, è una bella lotta, lo porto a 2 metri da me ma ecco che sento diminuire la trazione sul filo e vedo lo stesso alzarsi ed eccola, con un guizzo repentino in stile tarpon la cheppia salta fuori dall'acqua e con una testata si libera dal monoamo. Meglio così, le abbiamo risparmiato lo stress della slamatura torna libera a cacciare. Riprendo l'azione di pesca ed eccole altre due cheppiotte che si slamano a pochi metri dallo scafandro, dannazione!
Intanto Lore sclera dopo aver perso l'artificiale e stizzito vuole mollare il colpo, ma gli cedo la mia canna e mentre gli lego il terminale eccola eccola c'è!!! La ferra come fosse un siluro di due metri, la pompa e la doma come un marlin in acque internazionali ma ahimè si slama anche questa...

Io imperterrito con il deretano a mollo continuo a lanciare e a rilanciare ma ormai è tardi, bisogna rincasare...
torniamo verso la macchina e tuttavia il bilancio della giornata possiamo dire sia positivo data la penuria di branchi in caccia.
Primo posto per Nick con 6 pesci portati a riva, io a 4 piu 3 slamati, Lore 1 slamato e Zanna qualcosa di abnorme sentito in canna…




L’importante come sempre è essersi svagati e divertiti immersi nella natura selvaggia in compagnia degli amici! Ma cheppie tremate…torneremo più esperti e agguerriti di prima!!







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