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Cod Art 0361 | Rev 01 del 03 Apr 2013 | Data 23 Dic 2010 | Autore Pierfederici Giovanni

 

   

 

Ruvettus pretiosus

IL RUVETTO

FOTO DEL MESE 30 Novembre 2010 - Ruvettus pretiosus (Cocco, 1833). Immagine di Pino e Gaetano, 10 miglia a largo di Policoro

Ruvettus pretiosus è un pesce batipelagigo descritto per la prima volta da Cocco nel 1833. Contiene un'elevata quantità di olio purgativo (sino al 20% in peso) che la FDA ha classificato come tossico nel 2001. La sostanza tossica è nota come gempilotossina, ma oltre a questa vi sono anche altre sostanze identificate da Mori et al. nel 1966, come l’istamina, l'alcool oleico, acidi eicosanoidi e paraffine. In alcune zone Ruvettus pretiosus è consumato senza particolari problemi, anche se fenomeni diarroici e seborroici sono comuni quando si consumano le sue carni. Negli anni '60 gli esperimenti condotti su animali alimentati con le carni del ruvetto, ne hanno determinato la morte. (Mori et al. 1966).
Il ruvetto è privo di vescica natatoria e la gran quantità di olio che contiene e la dislocazione del 30% del grasso corporeo a livello del capo, garantiscono al pesce il galleggiamento neutro. In Sicilia anni fa delle imbarcazioni erano appositamente attrezzate per la pesca in profondità del ruvetto, con un palangrese per pesce spada appositamente appesantito per scendere in profondità.
La pelle del ruvetto è un organo respiratorio accessorio, è abbastanza liscia e garantisce al pesce un’ottima idrodinamicità. La specie è stata descritta nei dettagli, come ruvetta o ruvetto, nel 1841 nell’opera Iconographia della fauna Italica di Charles Lucien Bonaparte.

BIBLIOGRAFIA